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Campagna Sanremo Accessibile

Ogni edificio pubblico o aperto al pubblico, realizzato dopo l’entrata in vigore del D-M-236/89, deve essere accessibile.
Vanno altresì resi accessibili gli edifici pubblici o aperti al pubblico, in caso di ristrutturazione e cambio d’uso.

A fronte di una normativa ricca e complessa in materia di accessibilità e disabilità, rileviamo una scarsa cultura
dell’inclusione.
Queste pagine vogliono essere elemento di stimolo e di
suggerimento per commercianti, imprese e tecnici

Prescrizioni e suggerimenti

In queste schede di sintesi sono elencati tutti gli spazi, declinanti nei singoli elementi che li compongono, e le caratteristiche che questi devono fornire per garantire accessibilità per tutti rispettando le normative e le indicazioni finalizzate a realizzare la migliore soluzione seguendo le indicazioni dello Universal Design.

 

Parcheggi | park CUDE
Individuare parcheggi CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo) delle dimensioni previste dal Codice della Strada avendo cura di:

  • collocarlo nelle immediate vicinanze della struttura
  • ove possibile prevedere una copertura del parcheggio e del percorso
  • garantire che tutto lo sviluppo del percorso risulti completamente accessibile e ben segnalato

 

Segnaletica esterna | entrata alternativa accessibile

  • Un servizio non segnalato NON esiste!
  • L’accessibilità dei servizi, anche se con accessi secondari, deve sempre essere segnalata.
  • Assicurarsi che le informazioni siano scritte con caratteri ingranditi e con buon contrasto cromatico.
  • I percorsi tattilo-plantare, e le cosiddette guide naturali, consentono l’orientamento in luoghi e spazi ampi ma vanno correttamente progettati con la consulenza di personale specializzato. Lo stesso anche per le mappe tattili di orientamento.
  • La scelta dei logotipi da utilizzare nella segnaletica è molto importante, se ne consiglia la verifica con gli uffici preposti.

 

Ingresso | uscite di sicurezza | porte, maniglie, soglie, rampe, gradini

  • Un semplice gradino all’ingresso, o all’interno del negozio, può compromettere l’accesso e la visita al locale per le persone che si muovono utilizzando la carrozzina costituendo anche un inciampo per tutti coloro che camminano.
  • Per eliminare un piccolo dislivello è sufficiente inclinare la soglia corrispondente alla larghezza della porta (max 2,5 cm.). Occorre sempre valutare che l’inclinazione della soglia, anche se per un piccolo tratto, non deve superare il 5%. Per dislivelli maggiori è possibile sfruttare lo spazio interno del locale o lo spazio tra le vetrine per realizzare una rampa con una larghezza minima di 90 cm.
  • La porta di ingresso deve essere leggera e manovrabile e con una maniglia di facile presa posta a 90 cm da terra, meglio se dotata di sistema di apertura automatica, dove è possibile sono da preferire porte scorrevoli.

 

Spazi interni e percorsi | larghezze, rampe, gradini,

  • Arredi (casse, banchi distribuzione, tavoli, seggiole, scaffalature, attaccapanni, ecc…)
  • Il posizionamento di piante o di altri elementi di arredo esterni non deve limitare lo spazio di passaggio e costruire fonte di pericolo per le persone cieche o ipovedenti.
  • Gli spazi interni al locale devono essere sgombri e sufficientemente ampi in modo da permettere alle persone in carrozzina di effettuare tutte le manovre necessarie ai loro spostamenti, liberi da tappeti e zerbini che possono costituire motivo di inciampo e di pericolo anche per le persone cieche e ipovedenti e per le persone con difficoltà di deambulazione.
  • I prodotti devono essere offerti in modo che siano facilmente raggiungibili da tutti, anche dalle persone di bassa statura o sedute in carrozzina.
  • All’interno dei locali deve essere possibile superare i dislivelli con rampe o mezzi di sollevamento verticali. Le rampe, dotate di corrimano e pavimentazione antisdrucciolo, facilitano la mobilità di anziani, persone in carrozzina, ciechi, ipovedenti e mamme con il passeggino.
  • E’ consigliabile realizzare rampe con colori e materiali diversi con buon contrasto cromatico per evidenziare alle persone ipovedenti il cambio di pendenza del percorso. Nel caso in cui vi siano gradini sul percorso, devono essere messi ben in evidenza in modo da evitare possibili inciampi.
  • Le piattaforme elevatrici (del tipo a pantografo) permettono la mobilità dei clienti in spazi limitati e possono essere utili anche per movimentare le merci.
  • I servoscala sono sempre da evitare per le difficoltà legate al funzionamento e continua necessità di manutenzione.
  • Nei bar e ristoranti si devono prevedere alcuni tavoli facilmente raggiungibili dalle persone in carrozzina, con 4 gambe distati tra loro almeno 70 cm e con un’altezza non inferiore a 80 cm per consentire un accosto frontale al tavolo anche da parte di chi utilizza una carrozzina per muoversi.
  • Parte del banco di distribuzione e la cassa devono avere una altezza di 90 cm da terra.

 

Camerino di prova | dimensioni, seduta, specchio, attaccapanni, porta,

  • I camerini di prova devono essere abbastanza ampi da accogliere una persona in carrozzina ed essere dotati di appedini in scala ogni 20 cm con altezze da 120 a 160 cm; con sistema di chiusura a tenda (piombata) ed un ripiano ribaltabile o una seduta idonea.

 

Servizi igienici | Sanitari, porta, dispenser (portasapone, porta salvietta, carta igienica), allarme, doccino, attaccapanni, cestino, scopino
A prescindere dalla destinazione d’uso, in qualsiasi edificio, è essenziale realizzare servizi igienici accessibili. La soluzione del bagno esclusivo ultra accessoriato solo per gli “handicappati” è poco logica e discriminante. Questa soluzione è da considerare NON a norma quando sono imposti servizi igienici distinti per sesso. E’ necessario quindi realizzare due bagni distinti per UOMO e DONNA di dimensioni più ampie ed entrambi attrezzati per l’utilizzo anche da parte di persone in sedia a ruote, ma fruibili per tutti. Tale soluzione consente risparmi in termini di spazio, costi e gestione.

  • Le porte di accesso devono essere larghe almeno 80 cm. (luce netta), sono da preferire porte scorrevoli (esterne o interne) o rototraslanti.
  • Il wc e il lavabo devono avere spazi di manovra per facilitare l’accostamento della carrozzina (non meno di 80 cm): lo spazio di rotazione non deve essere inferiore a cm 130.
  • I comandi dei rubinetti preferibilmente a sensore.
  • Il maniglione a fianco del water (sulla parete sul lato opposto allo spazio di accostamento) deve essere facilmente utilizzabile da una persona in carrozzina.
  • La carta igienica, scarico acqua, allarme (utilizzabile anche in caso di caduta), doccino devono essere facilmente utilizzabili e raggiungibili.

 

Segnaletica interna | servizi igienici, ascensore, scale mobili, cassa, uscita di emergenza, uscita

  • Un servizio non segnalato NON esiste!
  • L’accessibilità dei servizi, anche se con accessi secondari, deve sempre essere segnalata.
  • Percorsi con ingressi secondari, bagni accessibili, percorsi con rampe, ecc.. vanno sempre segnalati assicurandosi della perfetta visibilità delle informazioni.
  • Assicurarsi che le informazioni siano scritte con caratteri ingranditi e con buon contrasto cromatico.
  • Il braille è un tipo di scrittura conosciuta dal 6/7% dei ciechi. Valutare attentamente la scelta dei materiali di comunicazione e informazione.
  • I percorsi tattili plantari, e le cosiddette guide naturali, consentono l’orientamento in luoghi e spazi ampi ma vanno correttamente progettati con la consulenza di personale specializzato. Lo stesso anche per le mappe tattili di orientamento.
  • La scelta dei logotipi da utilizzare nella segnaletica è molto importante, se ne consiglia la verifica con gli uffici preposti.

Le LINEE GUIDA sono state discusse e condivise con le Associazioni di Categoria

Progetto dedicato all’amico Mirko Ferranti
(membro Comitato PEBA Sanremo)

«la tua scomparsa non mette limiti al desiderio di credere
e proseguire nel nostro percorso»

SANREMO ACCESSIBILE

è una campagna promossa dal
Comitato PEBA
del Comune di Sanremo
Per Informazioni
Ufficio SUAP 0184 580325
Ufficio Relazioni con il Pubblico
urp@comunedisanremo.it

Si ringraziano le fonti e i precursori di questo tipo di progetto nelle persone di Fausto Bertoncelli e Roberto Vitali e dai progetti già realizzati in Italia, dai quali abbiamo preso spunto, di città come: Varese, Pordenone, Padova, Reggio Emilia, Ferrara, ecc...

 

Le agevolazioni previste
La legge 104, riconosce alcune tutele e detrazioni alle persone che vivono una condizione di disabilità fisica, psichica o sensoriale stabile o in evoluzione, per esempio, per abbattere le barriere architettoniche nella propria abitazione o in condominio.
Ecco le principali agevolazioni e i bonus barriere architettoniche previsti in Italia aggiornati al 2023.

  • Detrazione fiscale del 19% per l’acquisto dei mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione, al sollevamento delle persone con capacità ridotte di movimento autonomo. Rientrano in questa agevolazione, per esempio, i montascale a pedana.
  • IVA del 4% (invece dell’aliquota ordinaria del 22%) per l’acquisto di piattaforme elevatrici e montascale idonei al superamento delle barriere architettoniche. In questo caso, tolta l’installazione, l’aliquota sale al 10% se l’intervento non rientra fra quelli previsti per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma fra gli interventi di manutenzione straordinaria.
  • Detrazioni IRPEF per i lavori di abbattimento delle barriere architettoniche. In questo caso il diritto al bonus abbattimento barriere architettoniche e la relativa aliquota dipendono dalla tipologia di intervento prevista:
    • detrazione del 75% per interventi che hanno lo scopo di abbattere le barriere architettoniche attraverso l’installazione di impianti conformi ai requisiti del DM 236/89 (ascensori, miniascensori e servoscala). La detrazione è valida per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.
    • detrazione del 90% per interventi “trainati” finalizzati all’abbattimento di barriere architettoniche che rispettano i requisiti previsti dal DM 236/89.
    • detrazione del 50% per interventi di manutenzione straordinaria, in cui gli impianti non siano conformi ai requisiti del DM 236/89. Questa agevolazione è valida per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024.

Cos’è l’Universal Design?

Con il termine Universal Design, o progettazione universale, si indica un approccio inclusivo al design. Ciò significa puntare allo sviluppo di soluzioni che offrano una completa fruibilità dei progetti ad un ampio spettro di individui, compresi anziani, bambini e persone con disabilità o con abilità diverse.
Il termine Universal Design fu coniato nel 1985 da Ronald Mace, un architetto della North Carolina State University, che era costretto a muoversi in sedia a rotelle a causa della poliomielite che lo aveva colpito da bambino. La sua esperienza lo portò a dedicare tutto il suo lavoro a questa filosofia, che prevede la creazione di edifici ed ambienti adatti a tutti gli individui, senza che ci sia necessità di modificarli ed adattarli ad esigenze specifiche.
Perché filosofia? Perché l’Universal Design, o Design Inclusivo, o, ancora Design for All (Design per Tutti), non è un concetto rigido. Esso si basa su delle linee guida che aiutino i professionisti nella realizzazione di progetti inclusivi.
L’Universal Design non prevede la costruzione di edifici e spazi pensati e realizzati specificatamente per i disabili, ma consiste nella realizzazione di ambienti capaci di soddisfare le esigenze del maggior numero di persone possibile. Esso non si limita a definire degli standard per l’accessibilità degli spazi, ma, come abbiamo detto, si propone di creare ambienti che risultino inclusivi in tutte le loro caratteristiche in maniera naturale, così che tutti abbiano la possibilità di goderne.
Le idee che ispirano l’Universal Design sono talmente importanti che, nel 1997, vennero tradotte in 7 principi ben definiti; nel 2004, la Convenzione di Stoccolma sancì che il Design Inclusivo debba essere un modello da applicare in tutti gli ambiti in cui è necessario mettere al primo posto l’inclusione sociale.
Nell’epoca moderna in cui viviamo è impossibile continuare ad ignorare i diritti di una parte della popolazione: gli stati, gli enti e i professionisti che si occupano di progettazione di spazi, oggetti e servizi devono orientare la loro ricerca, i loro progetti e i loro interventi verso la risoluzione di determinati problemi, creando soluzioni che siano alla portata di tutti.

Quali sono i principi dell’Universal Design?

Nel 1997, i professionisti appartenenti a diverse discipline del Center for Universal Design della North Carolina University, dove lavoravano Ronald Mace e il suo pool di architetti, ha sviluppato i 7 principi che definiscono il Design Inclusivo:

  1. Uso Equo. Gli ambienti, gli oggetti e i servizi devono essere progettati in modo da poter essere usati da tutti;
  2. Flessibilità d’utilizzo. Il design creato deve poter essere usato da persone con abilità diverse;
  3. Uso facile ed intuitivo. Lo scopo e la funzione del prodotto o del servizio sviluppato devono essere di facile comprensione;
  4. Percettibilità delle informazioni. Le informazioni fornite dal design devono essere di facile comprensione anche per chi ha esigenze e abilità diverse;
  5. Tolleranza per gli errori. Il design deve essere progettato in modo da ridurre al minimo i pericoli dovuti ad usi errati del prodotto;
  6. Minimo sforzo fisico. Il design deve funzionare con il minimo sforzo fisico;
  7. Spazi e misure adatti per l’approccio e per l’uso. Le dimensioni e lo spazio del design sono adatti per essere approcciati ed usati da chiunque, indipendentemente dalle sue caratteristiche fisiche e dalle sue abilità.

Questi 7 punti contengono tutte le informazioni che servono per approcciarsi ad un modo di interpretare il design che possa andare incontro alle esigenze di tutti.
Grazie anche a quanto specificato nella Convenzione di Stoccolma l’interesse verso il tema del design per tutti è cresciuto. Molti Stati, compreso lo Stato italiano, hanno deciso di recepire questi punti, creando una normativa ad hoc, specialmente per quanto riguarda la materia della disabilità e dell’abbattimento delle barriere architettoniche, affinché si possano risolvere i problemi legati alla scarsa fruibilità di luoghi e servizi. Il ruolo dello dello stato è infatti fondamentale per promuovere nuove politiche che tengano conto delle esigenze di tutti i cittadini e possano dar vita a progetti che abbiano una maggiore sostenibilità sociale.

Quali sono le linee guida per una progettazione inclusiva?

Ognuno dei principi dell’Universal Design è corredato da specifiche linee guida: disposizioni e strumenti specifici che ne facilitano la comprensione e l’applicazione.

Uso equo

Offrire alle persone l’equità d’uso significa che tutti devono avere a disposizione gli stessi mezzi, per garantire la partecipazione e l’accesso di ognuno al progetto. L’uso di tali mezzi, inoltre, deve avvenire in sicurezza.

Flessibilità d’utilizzo

Ognuno deve avere la possibilità di scegliere il modo migliore di utilizzare, ad esempio, uno spazio o un oggetto: se con la mano sinistra o con quella destra, con la velocità desiderata, sempre favorendo la precisione, anche in caso di limitata mobilità.

Uso facile ed intuitivo

Le linee guida, in questo caso, prevedono l‘eliminazione di ogni difficoltà non necessaria e rendendo il design più rispondente alle aspettative ed esigenze dell’utente. Come? Con la proposta di diverse modalità di utilizzo, lettura o scrittura, per rendere più agevole l’uso e migliorarne il coinvolgimento.

Percettibilità delle informazioni

Affinché le informazioni siano di facile fruizione si devono utilizzare diversi tecniche e supporti. L’attenzione va posta sulle informazioni essenziali, rendendole facilmente leggibili e si deve dare la possibilità di comprendere facilmente le istruzioni. (Grandi caratteri o meglio icone con buon contrasto cromatico).
Le informazioni, inoltre, devono essere strutturate in modo da poter essere assimilate da diversi dispositivi e divulgate con varie tecniche, utilizzabili anche da chi è affetto da qualche forma di disabilità (ad esempio l’alfabeto braille, i QR Code e supporti uditivi per coloro che non vedono).

Tolleranza per gli errori

Per rispondere alle esigenze di questo criterio, si devono eliminare gli elementi più rischiosi e scoraggiare i comportamenti che portino ad un aumento dei rischi e dei pericoli, fornendo avvertimenti e consigli per la protezione.

Minimo sforzo fisico

Affinché i progetti possano essere utilizzati con uno sforzo fisico minimo, esso deve essere sviluppato in modo da consentire all’utente di mantenere una posizione agevole ed evitare che si sforzi eccessivamente.

Spazi e misure adatti per l’approccio e per l’uso

Per soddisfare questo criterio, tutti gli elementi importanti del progetto devono essere visibili, accessibili e utilizzabili in uno spazio adeguato da persone con diverse abilità ed esigenze, dovute anche a determinate caratteristiche fisiche.
Quali sono i campi di applicazione dell’Universal Design?

Anche se il concetto di Universal Design è stato concepito da un architetto, ciò non vuol dire che la sua applicazione si limiti a questo campo e all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Dagli anni ’80, quando per la prima volta questa filosofia ha fatto la sua comparsa, agli anni 2000, l’aspettativa di vita media si è alzata ed è aumentata l’attenzione verso le esigenze di ciascun individuo: non solo di chi è disabile, ma anche di chi è anziano, o di chi ha capacità cognitive ridotte.
Va da sé che, viste le mutate esigenze del pubblico, sempre più diverse e complesse, l’applicazione del concetto di design inclusivo non può limitarsi all’architettura, ma deve comprendere anche altri campi, e puntare ad una collaborazione tra designer provenienti da esperienze diverse, per creare percorsi integrati che possano essere fruibili da persone con abilità differenti.
Ecco alcuni esempi dei campi di applicazione dell’Universal Design:

Domotica e tecnologia al servizio della vita indipendente

Quello della vita indipendente è un tema che sta sempre più a cuore alle istituzioni e a tutti coloro che sono impegnati nel sociale: è fondamentale, infatti, che tutti, anche le persone con disabilità gravi, siano in grado di avere una vita il più possibile autonoma e indipendente.
In questo caso l’applicazione del concetto di Universal Design all’architettura è fondamentale per la creazione di spazi dotati di ogni comfort, la cui fruibilità sia a portata di tutti.
Allo stesso modo, il rapido sviluppo di tecnologie sempre più complesse, che non sempre sono alla portata di tutti, richiede che i professionisti del settore si impegnino per far sì che esse diventino di facile comprensione e utilizzo per tutti.

Progettazione di oggetti dall’uso semplificato

Numerose aziende, nel corso degli anni, si sono rese conto che gli oggetti che producevano non erano alla portata di tutti, e si sono impegnate per migliorare il loro design e la facilità d’uso. Sono nati così dei pelapatate che possono essere utilizzati facilmente anche da chi ha problemi di artrite, i termometri digitali, i telefoni cellulari dall’uso semplificato, i contenitori il cui coperchio si apre con una semplice pressione, e molti altri oggetti che oggi sono considerati di uso comune e migliorano la vita a migliaia di persone.

Progettazione di siti Internet dal design intuitivo

In un mondo in cui il web ricopre un ruolo sempre più centrale nella vita delle persone, la facilità d’uso di un sito Internet diventa fondamentale, perciò sempre più aziende si adoperano affinché i loro spazi web risultino di facile fruizione.

Universal Design for Learning

L’Universal Design viene anche impiegato nell’ambito della cultura, e dell’insegnamento in particolare, per sviluppare metodi di insegnamento inclusivi, che tengano conto delle diverse condizioni e necessità di apprendimento che si trovano nell’ambiente scolastico.

Urbanistica

Anche l’urbanistica ha un gran bisogno di adeguarsi alle mutate esigenze dei cittadini: per questo gli enti pubblici di molte città si stanno adeguando con la creazione di politiche ad hoc e con lo stanziamento di fondi per promuovere la cultura dell’inclusione anche negli spazi urbani, creandone di nuovi, senza ostacoli e barriere che ne impediscano l’uso da parte di alcune categorie di persone.

 

Che cos’è? In cosa consiste?

Al fine di creare una direzionalità efficiente, è stato sviluppato un insieme speciale di regole per la progettazione di segnali e informazioni. Perché le persone si sentono meglio in uno spazio che in un altro? Perché si muovono con maggiore sicurezza e velocità in alcuni luoghi? Cosa ci rende facile raggiungere la nostra destinazione in un luogo, mentre in un’altra situazione abbiamo problemi a trovare la strada?
Il Wayfinding è responsabile del nostro comfort durante il viaggio o la visita di un determinato luogo e per raggiungere l’obiettivo senza problemi.

Identità per ogni luogo

Questa regola si riferisce principalmente al criterio della capacità di trovare la propria collocazione in un dato spazio. Questo principio dice che ogni luogo nell’ambiente dovrebbe avere caratteristiche uniche in modo che il destinatario possa associarle rapidamente, riconoscerle nello spazio. È un vantaggio se, in una certa misura, ogni sito funge da punto di riferimento.
Il modo più semplice per presentarlo è per mezzo di dieci stanze in cui viaggia il cosiddetto navigatore. Se lascia la sua borsa in una stanza, quella stanza acquisisce la sua identità. Ora è identificato come un deposito bagagli ed è più facile da trovare tra gli altri. La situazione ideale si ha quando almeno 9/10 stanze hanno un proprio oggetto riconoscibile, acquisendo così una propria identità. In che modo questo principio si collega al design nei luoghi pubblici? Ci sono molti esempi, ad esempio il colore e il simbolo per le diverse zone di parcheggio, una grafica separata per ogni piano dell’edificio.

Punti di riferimento
Il primo e principale scopo dei punti di riferimento è un suggerimento di orientamento. Se il destinatario sa dove si trova un punto e come interagisce con altri luoghi in un dato spazio, è più facile per lui determinare dove si trova e in che direzione dovrebbe essere diretto. Una caratteristica importante di qualsiasi punto di riferimento è la sua visibilità, dovrebbe essere visto da una grande distanza.
I punti di riferimento hanno un effetto positivo sullo spazio, ma dovrebbero essere usati con parsimonia. Se vediamo un punto caratteristico in un’area, ad esempio una chiesa o una torre, assoceremo quest’area a questi luoghi. I punti non devono essere sempre monumentali.

Il wayfinding viene creato utilizzando, tra l’altro:

  • Suggerimenti nell’ambiente, ad esempio punti di riferimento
  • Sistema di segnaletica interna ed esterna
  • Segnaletica indipendente
  • Segnaletica a parete
  • Segnaletica appesa
  • Materiale informativo cartaceo
  • Materiali informativi interattivi
  • Messaggi verbali
  • Mappe e tecnologie GPS


Gli utenti utilizzano questi suggerimenti quando decidono come raggiungere la loro destinazione. Un buon sistema di orientamento fornisce suggerimenti chiari e leggibili sulla posizione dell’utente e su come raggiungere la destinazione di sua scelta. I problemi sorgono quando l’utente non dispone d’informazioni sufficienti per decidere da che parte andare.
L’implementazione di un sistema informativo incompleto o poco chiaro è problematica, sia per motivi finanziari sia per motivi legati all’immagine della città o di un determinato luogo. Il destinatario richiede di essere indirizzato alla destinazione senza ostacoli e ogni situazione poco chiara provoca frustrazione e prolunga il tempo di ricerca.
Quando il wayfinding è progettato correttamente, un essere umano non se ne accorge. Raramente ci vantiamo, ad esempio, di una metropolitana o di un centro commerciale, in cui troviamo qualcosa senza problemi.
In ogni fase del viaggio, l’utente dovrebbe essere informato sull’andamento del suo viaggio, possibilmente sulla distanza rimanente per raggiungere la destinazione. Il destinatario dovrebbe anche sapere in ogni fase del viaggio se sta andando nella giusta direzione, sia attraverso un’apposita segnaletica o un percorso unidirezionale (ad esempio negli aeroporti). Sembra banale, ma quante volte ci siamo ritrovati persi a causa degli errori del designer?

Punti decisionali
In molte fasi dei percorsi che ti portano a destinazione, ci sono punti di decisione, ovvero luoghi in cui appare una selezione di percorso. In genere, con un percorso correttamente costruito, il viaggiatore in ogni punto di decisione sa in quale direzione dovrebbe andare per raggiungere la sua destinazione. Il primo punto di decisione è all’inizio della strada.
Qui spesso mancano i segnali giusti, perché le persone che creano i segnali spesso sminuiscono le strade secondarie. L’ultimo punto è la fine della strada in cui il destinatario deve decidere se ha raggiunto la destinazione o se deve tornare indietro. Le informazioni sulla destinazione dovrebbero essere visibili qui.
Funziona in modo simile alla progettazione di giochi o siti Web, il designer dovrebbe fare supposizioni sugli obiettivi e far seguire all’utente il suo piano. Dovresti concentrarti sul fatto che l’intero percorso non deve dare troppe opportunità di movimento libero. Questo si vede meglio negli esempi di luoghi come i musei, ma anche gli ospedali e la metropolitana.
Con una strada ben costruita, il destinatario che entra in ospedale sa subito dove andare per raggiungere l’obiettivo e come uscire dall’edificio in seguito. È anche importante rendere il più efficiente possibile la distanza tra l’inizio del viaggio e la destinazione. Meno scelte riducono le possibilità di perdersi nello spazio o di sentirsi confusi.

Utilizzo delle mappe come mezzo di informazione
In quasi ogni tipo di spazio, la mappa è un valido aiuto per l’utente. Consente di ottenere rapidamente informazioni su dove si trova l’utente e cosa si trova nelle sue immediate vicinanze. Illustra anche in modo semplice la dimensione di una determinata area e quanto è lontano il destinatario dal raggiungere l’obiettivo. Le mappe influenzano positivamente anche il nostro orientamento sul campo e il modo in cui percepiamo lo spazio.
Dà anche comfort d’uso: è possibile controllare il tuo percorso regolarmente, senza aspettare la segnaletica.

 

 

Sanremo Accessibile